……Lo shiatsu entra a scuola!

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Volevo raccontare la mia esperienza fatta presso la scuola materna del quartiere dove risiedo (Chieri, in provincia di Torino), e per molti versi simile a quella fatta dalla collega Patrizia Rebegoldi in quel di Sabbioneta e raccontata nel numero 25 di Shiatsunews.
L’idea di proporre un “mini corso” di shiatsu per i bambini dell’ultimo anno della scuola primaria dell’infanzia, su base completamente volontaria, mi balenava in testa da un po’ di tempo, e così, prima delle vacanze di Natale, parlai con una maestra e descrissi a grandi linee cosa mi sarebbe piaciuto proporre per i bambini e come avrei articolato il corso. 100_0874
Spiegai che volevo raccontare un po’ loro che cosa fosse lo shiatsu, per che cosa poteva essere utile e poi fare eseguire alcuni esercizi di Do In e la serie degli esercizi Makko Ho ( gli “esercizi zen per immagini” del maestro Masunaga) e magari riuscire a fare eseguire anche alcune pressioni su alcune zone e punti del corpo direttamente a loro. Una modalità alternativa per far lavorare i bambini attraverso il tocco e un metodo per far apprendere loro tecniche per il rilassamento fisico. Diedi loro anche alcuni riferimenti bibliografici e indirizzi di siti internet dove poter approfondire l’argomento shiatsu.100_0876
L’intenzione era quella di organizzare una decina di incontri a cadenza settimanale, cercando di individuare anche un orario che non interferisse troppo con le altre attività della scuola.
Il mio progetto mi pareva piuttosto “ambizioso”, anche considerata la giovane età dei bambini…..Ma le maestre accolsero con entusiasmo l’idea e si dissero disponibili a “sostenermi” durante il periodo degli incontri.
A questo punto chiesi l’autorizzazione al direttore didattico che, ricevute spiegazioni in merito al programma che volevo attuare, diede il via libera per partire. Non rimaneva che illustrare ai genitori le finalità del corso, cosa che facemmo insieme alle maestre all’interno di una riunione dove si elencavano tutte le attività che si sarebbero svolte durante l’anno a scuola.
Anche i genitori diedero l’assenso e si dimostrarono contenti di questa nuova esperienza che avrebbero fatto i loro figli. Tutto era pronto e si poteva finalmente partire! Ero molto emozionato ma anche timoroso al pensiero di dover gestire un “corposo” gruppo di 20 bambini di cinque anni….
E così, pensando che quella che stavo per affrontare fosse la prima esperienza del genere in una scuola primaria del Piemonte, mi presentai a scuola per il primo giorno di corso.
Decidemmo di tenere le lezioni in una delle aule e di dividere i bambini in due gruppi di dieci elementi l’uno per mantenere più serenità e lavorare così in armonia.
Alcuni bambini li conoscevo già, poichè mio figlio frequenta la stessa scuola e quindi spesso ci si incrociava all’uscita della stessa al termine dell’orario scolastico, oppure al parco giochi del quartiere nel dopo scuola.
In effetti alcuni di loro rimasero sorpresi nel vedermi lì in veste di “maestro aggiunto” e per giunta di una “materia” che non conoscevano affatto!
Altri erano un po’ timorosi ma comunque volenterosi di fare “qualcosa di diverso”.100_0859
Nei giorni precedenti l’inizio del corso pensavo spesso a come strutturare le lezioni, ma decisi anche che avrei lasciato spazio all’improvvisazione decidendo di fare delle cose a seconda della “disponibilità” dei bambini, in base al tempo a disposizione e seguendo anche un po’ le mie “sensazioni”.
Il primo incontro ebbe luogo un martedì di fine gennaio. Mi presentai in aula spiegando chi fossi e che cosa avremmo fatto durante quegli incontri, sedendoci per terra in cerchio e presentandoci. Quindi iniziai a far fare alcuni esercizi di Do In mostrando loro prima come eseguirli. E a questo punto la curiosità dei bambini era già forte: “picchiettarsi” sulla nuca o sulle braccia piuttosto che sulle gambe; fare lo “scimpanzé” (come lo avremmo ribattezzato in seguito) colpendosi coi pugni sul torace, o massaggiarsi la pancia lentamente, sicuramente erano cose che non avevano mai fatto prima.
Qualcuno di loro ad un certo punto iniziò a ridere, altri mi sembravano in atteggiamento “serioso” e “convinti” di quello che stavano facendo (predisposizione naturale?), altri chiedevano perché stessimo facendo quei movimenti. Allora spiegai loro quale fosse l’origine di quegli esercizi e dissi che sarebbero serviti anche per essere più “elastici” e sentirsi più in forma, oltre che a rilassarsi.
Quando terminammo la serie degli esercizi di Do In, iniziammo a fare la serie degli stiramenti dei meridiani Makko Ho. Anche in questo caso eseguivo prima io l’esercizio e poi lo ripetevamo insieme per cercare di svolgerlo nel miglior modo possibile. E in questa occasione mi resi conto di quanto sia grande la capacità di apprendimento dei bambini! 100_0864
Osservare loro mentre facevano gli esercizi mi riempiva di gioia e di soddisfazione….anche se a volte bisognava intervenire per ripristinare un po’ di ordine perché magari qualcuno eccedeva nelle manifestazioni d’entusiasmo! Ma tutti li eseguivano bene seguendo le mie istruzioni. Terminate le due serie di esercizi, ci sdraiammo tutti a terra chiudendo gli occhi e facendo dei bei respiri profondi per rilassarci ancora un po’. Quindi ritornammo tutti in cerchio tenendoci per mano e poi ci salutammo unendo le mani e facendo un piccolo inchino per salutare tutti.
La prima lezione era terminata, con grande soddisfazione mia, dei bambini e delle maestre. Bellissimo.
Mantenni la stessa impostazione della lezione ancora per un paio di incontri, inserendo di volta in volta anche esercizi di respirazione tratti dal Qi Gong e inserendo anche esercizi nuovi di Do In. In questo caso destò successo, ed era particolarmente apprezzato, il trattamento del piede. Da quando lo inserii negli incontri, fu d’obbligo farlo sempre! A loro piaceva molto “trattare” e “maltrattare” i piedi!
Dal quarto incontro in poi, iniziai a proporre le “pressioni”. Dopo aver svolto la serie degli esercizi del Do In e gli stiramenti dei meridiani, componevamo delle coppie di bambini che avrebbero provato a fare shiatsu attraverso delle pressioni su alcune zone o tratti del corpo. Iniziammo con quello che mi sembrava più semplice, ovvero la “presa del contatto” sulla pancia del compagno restando un po’ “in ascolto”. Fu bellissimo vedere questi bimbi in “seiza” e sdraiati che si scambiavano sensazioni e magari chiedevano “ti faccio male?” , per il timore di creare dolore al partner. Dopo la pancia, negli incontri successivi, passammo al trattamento di altre zone: braccia, torace, mani, schiena, gambe, piedi, testa, inserendo ogni volta una parte diversa e facendo fare le pressioni col palmo. E procedemmo in questo modo per il resto degli incontri. Ormai ogni incontro aveva preso una struttura: iniziavamo con un esercizio di respirazione per rilassarci, poi facevamo un po’ di Do In, gli stiramenti dei meridiani e quindi si passava a qualche minuto di “trattamento”, per una durata di circa tre quarti d’ora ad incontro.
Alla fine ci mettevamo tutti seduti in cerchio tenendoci per mano e quindi ci salutavamo a mani unite ringraziando chi aveva partecipato a quell’incontro.100_0862
Chiaramente non è stato sempre tutto semplice. Qualche volta ci impiegavamo diversi minuti solo per comporre le coppie, oppure qualcuno dopo alcuni minuti era già “stanco”, ma devo ammettere che i bambini apprendevano davvero tutto in maniera veloce ed erano molto disponibili alle novità. La cosa simpatica, e anche emozionante, fu data dal fatto che i bambini ormai mi riconoscevano e quando mi incontravano all’uscita della scuola mi avvicinavano e mi salutavano chiedendomi “quando facciamo shiatsu?” , oppure mi dicevano che avevano provato a fare le pressioni o a trattare mani e piedi dei genitori! E anche qualche genitore mi confermò che il proprio figlio, magari la sera prima di andare a dormire, si dilettava a fare esperienza shiatsu su mamma e papà. Provai davvero una grande gioia. Era un riscontro davvero importante per me, perché significava che probabilmente ero riuscito a trasmettere qualcosa a questi bambini, e che il fatto di aver portato lo shiatsu a scuola aveva creato un certo cambiamento nello spirito di piccini e anche dei loro genitori, oltre che in me.
Era la mia prima esperienza di conduzione di un gruppo di bambini, ma devo ammettere di essere molto soddisfatto di quello che abbiamo fatto e dei risultati ottenuti. Spero anche che questa non rimanga una esperienza isolata, ma che lo shiatsu, con tutti i suoi benefici e le sue peculiarità, riesca ad inserirsi con sempre più frequenza nelle scuole, affiancando altre tipologie di lavoro sui bimbi come ad esempio la psicomotricità e l’educazione al movimento.
Un grazie sincero alle maestre che mi hanno supportato e al direttore didattico della scuola di Via Bonello a Chieri (TO) che mi ha dato la possibilità di promuovere questa attività nuova.
Ma il ringraziamento più grande lo rivolgo a tutti i bambini che con me hanno condiviso questi incontri davvero stimolanti ed emozionanti, dandomi una grande possibilità di crescita interiore.
Dimenticavo: alla fine dell’ultima lezione consegnai “l’attestato di merito” ad ogni bambino, per ricordare la loro prima esperienza con lo shiatsu!

Giancarlo Gennaro

6 Commenti su “……Lo shiatsu entra a scuola!”

  1. Cinzia scrive:

    Ciao, sono un’insegnante della scuola primaria S.Pellico di Chieri.. sono molto interessata ad approfondire la tematica..
    soprattutto in vista del fatto che ho appena concluso un ciclo ed a settembre ricomincerò con la prima elementare, con bambini “nuovi” ed un nuovo percorso da cominciare con loro e per loro, grazie a loro..
    grazie del suo contributo
    Cinzia

  2. gianpiero scrive:

    Grazie Cinzia, siamo molto contenti del tuo interessamento e desideriamo approfondire con te questa esperienza con i bambini. Puoi scrivere su questa bacheca le tue domande e ti risponderemo qui o direttamente al tuo indirizzo di posta.

  3. Giancarlo scrive:

    Ciao Cinzia,
    se vuoi chiarimenti, anche per proporre un corso simile nella tua scuola, scrivimi così ti mando ulteriori delucidazioni. Coi bambini si possono costruire delle cose bellissime. A presto,
    Giancarlo Gennaro

  4. Rossella scrive:

    Ciao,
    mi chiamo Rossella e ho appena concluso gli studi di shiatsu. Siccome mia sorella sta aprendo un asilo nido ( in più ha un liceo musicale e scuola di danza) vorrei tanto inserirlo..per crescere anche con loro. Mi potresti gentilmente dare qualche consiglio? Aspetto una tua risposta. Grazie.

  5. daniela scrive:

    Ciao
    mi chiamo Daniela
    sono un operatore shiatsu e mi piacerebbe molto avere qualche spunto del tuo lavoro con la scuola dove hai tenuto il corso.Aspetto tua risposta

    Cordialmente

  6. Valentina scrive:

    Ciao Giancarlo,
    ho letto con molto interesse il tuo intervento di shiatsu nella scuola. Io sono un’insegnante di Scuola dell’Infanzia e ho terminato l’anno scorso il terzo anno di corso shiatsu (Masunaga) alla Scuola Internazionale di Padova…alcune mie colleghe mi hanno chiesto di proporre un mini-corso shiatsu ai bambini di 5 anni…nel sito hai già scritto qualcosa, puoi mandarmi altre informazioni più precise, con altre altre proposte che hai fatto ai bambini? Ti ringrazio

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