Il linguaggio del corpo

stress e postura

Il nostro corpo parla, a noi e agli altri. E’ continuamente stimolato da aspetti ambientali, chimici, fisici ed emozionali, c’è un continuo carosello dentro e fuori di noi. In tutto questo il nostro corpo deve trovare un suo equilibrio.

 Ogni cellula del nostro corpo contiene la nostra storia nel suo insieme. In modo intelligente il corpo si fa carico di tutto lo stress irrisolto (le stimolazioni che non si sono completamente dissipate) e cerca grazie a svariate modalità di compensazione di trovare quanto più equilibrio gli è possibile. Questo richiede molta energia.Lo stress è il momento fra la stimolazione e l’adattamento, in realtà questa è una fase positiva che permette al corpo di valutare lo stimolo ed integrarlo, quando questo non avviene abbiamo dello stress irrisolto che si va depositare nell’organismo.

Spesso vecchi ricordi, vecchi schemi del passato sono presenti nel corpo e limitano la sua espressione nel momento presente. Il tessuto corporeo ha una sua memoria. Esso registra le immagini, i suoni, l’odore, il gusto e le stimolazioni che sono presenti durante una esperienza traumatica o durante una periodo particolarmente difficile nella vita di una persona. Abbiamo il micro stress e il macro stress.

Il micro-stress è dato dall’accumularsi nel tempo di abitudini negative, condizionamenti esterni, sentimenti repressi, pensieri negativi, ecc. Il macro stress è dovuto a traumi improvvisi, shock, veleni, eventi traumatici sia fisici, sia emozionali.

Entrambi questi tipi di stress possono colpire a vari livelli: fisico, chimico, emotivo, psicologico, spirituale, e tutti questi livelli sono collegati tra loro.

C’è poco entusiasmo nella vita di questa persona, e tutto è molto faticoso. Molta energia è investita in questo meccanismo di compensazione e controllo e la persona si trova più a sopravvivere che a vivere.

Lo stress irrisolto nel corpo inibisce il passaggio di informazioni tra i vari sistemi energetici e i tessuti causando inoltre una condizione di vuoto e di bisogno profondi.

Le compensazioni che il corpo attua per sopportare lo stress irrisolto vanno a modificare gli allineamenti ottimali della nostra struttura e questo si ripercuote su tutto l’insieme dell’individuo.

Il nostro corpo è costruito per operare efficientemente con la forza di gravità. Quando godiamo di un buon allineamento, possiamo accogliere la forza di gravità e dissiparla attraverso la struttura, abbiamo una sensazione di movimento, libertà e leggerezza.

Quando invece c’è un disallineamento, le forze della gravità e del movimento (specialmente quando corriamo e camminiamo) si piantano nel corpo, causando pesantezza e compressione. In altre parole la vita diventa pesante. Anche il semplice camminare, può essere una attività di apertura, di espansione, di incontro con il mondo; oppure può esprimersi all’insegna della difesa, del contenimento, della paura. Nel camminare, virtualmente, la spinta parte dal piede, che stabilisce un solido contatto con la terra, permettendo così alla fascia pelvica di muoversi libera e ben sostenuta dalle gambe, senza l’intervento di altri punti di sostegno (collo, spalle,torace, schiena, addome).

Quando il corpo non è allineato richiede molta più energia per funzionare, i muscoli sono costretti a sopportare un lavoro molto più grande, si induriscono, sono costretti in un ruolo che non compete loro.

E’ sufficiente un disallineamento di 1 o 2 centimetri per aumentare, raddoppiare lo sforzo che il nostro corpo deve fare per sorreggere la nostra testa.

Tutto ciò non è mai statico e fisso. La qualità fondamentale di un organismo vivente è la sua capacità di mobilità spontanea. Il movimento è connaturato al processo vitale dell’organismo stesso. Abbiamo perciò una netta interdipendenza tra blocchi, tensioni muscolari e tipo di movimento. Il movimento contiene in sè la tendenza al cambiamento e si contrappone invece alla cristallizzazione.

La funzione dei nostri sistemi energetici è direttamente collegata alla nostra condizione biologica, emotiva e psicologica, ed essa viene espressa dalla nostra postura.

Per analogia possiamo immaginare una fabbrica dove la maggior parte del personale è impegnato in lavori direzionali e non c’è abbastanza manodopera alla produzione, non è certo in grado di reggere allungo alla concorrenza del mercato e è continuamente a rischio di fallire. Allo stesso modo si muove il nostro corpo quando siamo sovraccarichi di stress.

Grazie al contatto, alla pressione dolce, costante e perpendicolare il lavoro dello shiatsu stimola in noi sensazioni presenti già al momento del nostro concepimento e continuate per tutta la nostra permanenza nel grembo materno.

La pressione permette una riequilibrio nel nostro sistema nervoso (orto-para) e stimola il corpo ad aprirsi, integrare e lasciar andare. Recuperando vitalità, forza, entusiasmo da poter investire liberamente nel momento presente.

L’importanza della stimolazione cutanea è stata ampiamente dimostrata anche scientificamente, mi riferisco al lavoro di Ashley Montagù, anatomista e antropologo che ha evidenziato come la pelle sia un veicolo di comunicazione tanto efficiente che riflette non soltanto lo stato della nostra salute, ma addirittura contribuisce a determinarla.

Aggiustamenti dolci, rispettosi del corpo, che gli diano indicazioni di cambiamento, che lo aiutano ad integrare sono la base di questa antica arte della salute.

Spesso il nostro corpo attraverso il dolore chiede ascolto, attenzione e rispetto, meno sono disponibile all’ascolto più lui sarà costretto ad usare campanelli d’allarme più forti.

Ascolto, apprezzamento e rispetto della nostra unità corpo, mente e spirito, sono gli strumenti per recuperare vitalità, salute, armonia e creatività.

Creatività che in ultima analisi rappresenta la manifestazione della nostra salute, del nostro movente per essere qui, la nostra spinta alla vita.

Creatività nella piccole cose di tutti i giorni, esperire il piacere di vivere nella condivisione del quotidiano, nella capacità di leggere i giochi della vita come opportunità e non come ostacoli. In altre parole essere vivi.

Nadia Simonato www.shiatsunaet.wordpress.com

3 Commenti su “Il linguaggio del corpo”

  1. anna dardanelli scrive:

    Grazie. Molto chiara e molto interessante questa analisi. Personalmente l’ho molto apprezzata.

  2. Maria scrive:

    Ottimo articolo!

  3. Deanna Bergnoli scrive:

    Molto interessante,ho rivisto la mia postura e ho capito molte cose.

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