Le ostetriche si innamoreranno dello shiatsu?

shgeto2010Epidurale, yin/yang, Vaso Concezione, maternage, Chong Mai,  induzione … queste parole mi ritornano in mente mentre si conclude il corso. Scetticismo e concretezza, esperienze e aspettative, tutto si è mescolato e ha creato un confronto sull’evento nascita, su come rafforzare con lo shiatsu le concrete possibilità di vivere una gravidanza naturale o fisiologica.
E poi, la difficoltà di avere un figlio a 40 anni, così come l’allattamento al seno, l’episiotomia, la presentazione podalica, tutti argomenti che si sono affrontati durante gli incontri.
Ostetriche e professionisti shiatsu si sono trovati per la prima volta a confrontare le loro esperienze arricchendosi l’un l’altro con approcci diversi ma convergenti su un argomento molto specifico, la gravidanza.
Non sono mancate le sorprese (l’applicazione just in time in sala parto delle tecniche di induzione può essere efficace ma meglio è se a monte c’è stata la preparazione al parto) nei risultati improvvisi, nella semplicità delle metodiche così sconcertante che a volte si dubita siano efficaci.
Tre week end sono pochi ma … il percorso prosegue, le partecipanti dopo un periodo di pratica individuale avranno la possibilità di approfondire con seminari ad hoc e magari diventare operatori shiatsu. Sono stati comunque sufficienti per incuriosire e stimolare l’applicazione di un metodo che dà concrete possibilità di interagire con la donna e il bambino a chi, come le ostetriche, dispone di manualità e conoscenze specifiche.

Fiorella, ostetrica, usa da tempo lo shiatsu nella sua pratica professionale privata e mi ha assistito nel corso con entusiasmo.
Giuliana, educatrice e professionista shiatsu, lo applicherà sui bambini facendoli giocare al nido.
Laura, ostetrica, al suo primo approccio, si è già guadagnata la riconoscenza delle gestanti per la sua empatia.
Sara, professionista shiatsu, ha imboccato la strada del sostegno alla maternità per le coppie infertili.
Marisa, Maddalena, Tatiana, Lidia, Cristina, professioniste shiatsu, già esperte, che hanno avuto l’esperienza di diventare ‘zie’ dopo il parto, il neonato che le riconosce dalla voce, dal tocco delle mani che ha percepito per diversi mesi prima di nascere.
Marina, Marta, ostetriche, con differenti risultati e differenti approcci allo shiatsu ma entrambe accomunate per l’interesse.
Danilo, professionista shiatsu, unico uomo che ha condiviso con me questa esperienza.

Pollici, dita, nocche, palmi, gomiti, ginocchia, gli strumenti di pressione, stimolo, carezza, contatto, rilassamento, che rendono variegato il tocco dello shiatsu ma che vanno dosati con attenzione alle esigenze fisiche, energetiche ed emotive dei riceventi (due!) come ci insegnano le tradizioni ostetriche giapponesi, in un melange di empatia, esperienza e conoscenza delle sottili energie vitali.
Empatia, tradizione, energetica dei sistemi viventi, EBM, sono aspetti interrelati tra loro, momenti diversi di approccio al sistema complesso che è lo stato di gestazione, di attesa di una nuova vita, in tutti i sensi. L’assistenza alla gravida per tutto il periodo della gestazione, ma anche dopo, con l’aiuto dello shiatsu sarà in futuro più facile e incline a rispettare le esigenze della donna e del bambino, ad essere accudite con empatia, ma anche con la dovuta attenzione alla salute?
Credo di sì e mi auguro che questo incontro tra shiastu e ostetricia sia lungo e proficuo!

2 Commenti su “Le ostetriche si innamoreranno dello shiatsu?”

  1. Giancarlo scrive:

    Ciao, quale operatore shiatsu, mi interesserebbe conoscere il tipo di trattamento per stimolare il riassorbimento delle cisti (ad esempio quelle ovariche, piuttosto frequenti).
    Su quali punti è necessario agire? Quali i meridiani da preferire?
    Ti ringrazio di cuore.
    Giancarlo.

  2. Gianpiero scrive:

    Le cisti addominali sono dovute a ristagno di ki e di sangue, ad un eccesso di umidità e flegma.
    In sostanza è un ristagno energetico che protraendosi nel tempo rallenta il flusso del ki e favorisce l’accumularsi di sostanze impure che si concretizzano in forma più o meno solida.
    Per rimuovere la stasi si opera stimolando in particolare i meridiani yin che percorrono l’addome favorendo quindi sia il flusso in generale che il riassorbimento e l’eliminazione dello yin in eccesso. Si può inserire la moxa quale apporto di calore (yang) e potente stimolante del flusso energetico.
    I punti più indicati da trattare sono:
    VC 2, 4, 6,
    R 3, 11,
    F 3,
    MP 6,10
    VU 20
    St 30

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