Convegno: Lo Shiatsu non è massaggio estetico o sanitario

Lo Shiatsu non è una medicina, non è una terapia, non è un massaggio.

Recentemente però è stato adottato da diversi Comuni un regolamento che tende a complicare il rapporto con l’utente definendo il massaggio o la manipolazione, in qualsiasi forma, come una attività sanitaria o estetica.

Ad esempio consultando il sito ufficiale del Comune di Torino, il Regolamento per l’attività di estetista all’articolo 1 definisce che: con il termine estetista si designano le attività comprendenti le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo e prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l’aspetto estetico modificandolo attraverso l’eliminazione o l’attenuazione degli inestetismi esistenti – ma successivamente amplia questa definizione a tutte le manipolazioni eliminando il metodo e il motivo della stessa: Rientrano nell’attività di estetista anche quelle di onicotecnica, l’attività di massaggi effettuati sul corpo umano e le attività finalizzate al dimagrimento ad eccezione di quelle espressamente disciplinate da altre fonti normative.

Lo shiatsu non è un massaggio ma è comunque considerato tale dal suddetto Regolamento che segue il parere della Regione Piemonte e ne recepisce le indicazioni sulle “Attività di Massaggi”. Tuttavia l’atto della Regione Piemonte, trattandosì di un “parere” non era ricorribile alla giustizia amministrativa.

Ben diversa è la delibera assunta dalla Città di Torino che attraverso un Regolamento Comunale va a definire un’implicita inclusione nella professione estetica di tutte le professioni olistiche che utilizzano la manipolazione.

A seguito di ciò alcune Amministrazioni comunali hanno inizialmente sanzionato i centri di massaggio cinesi ma subito dopo hanno colpito i centri olistici.

Tuttavia una recente sentenza ha condannato il comune di Varese chiarendo bene che esiste una vasta area di massaggi e di trattamenti del corpo che non è di competenza delle estetiste. Le attuali norme e leggi però non sono coerenti con questa posizione, anzi sembra proprio che
A questo proposito gli operatori shiatsu sono stati i primi a porsi il problema essendo una categoria ben distribuita e organizzata, con a favore anche alcune Leggi Regionali, come quella della Toscana e della Lombardia, che riconoscono l’attività di Shiatsu e le associazione di categoria degli Operatori Shiatsu locali.
Intanto la CNA e le estetiste chiedono l’azzeramento dei centri olistici, diretti da altre categorie professionali, con la convinzione di essere il solo personale competente ad eseguire tali trattamenti. Le norme e la legislazione attuale pare però siano diverse e molto più favorevoli alla libertà professionale. Inoltre la recente messa in cantiere della ‘Legge sulle professioni non riconosciute‘ fa capire che esistono anche altre professionalità degne di ascolto!

Il confronto che nascerà tra gli Operatori Olistici e le Amministrazioni locali è un passaggio necessario per chiarire in tempi brevi quali siano le direttive in atto. C’è però da aspettarsi che sia necessario un confronto duro, viste le contrapposizioni in campo, nate forse per una sottovalutazione politica dell’incidenza del fenomeno olistico.

Prossimamente sull’argomento si terrà a Torino il 9 maggio un Convegno in cui tutti gli Operatori Olistici sono chiamati a partecipare per esprimere davanti alle amministrazioni locali la loro chiara e ferma posizione nel richiedere un cambiamento profondo e netto del Regolamento comunale che tanto li penalizza … e forse anche a chiedere una Legge Regionale del Piemonte uguale a quella della Toscana dove vengano riconosciuti diritti faticosamente costruiti!!!

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