Shiatsu come …. Sensibilità

Che cosa è la sensibilità epicritica? Che influenza ha nella tecnica shiatsu?
La sensibilità tattile epicritica è una sensibilità fine e discriminata, mentre esiste anche una sensibilità tattile, detta protopatica, che è più grossolana.
La prima permette di apprezzare con il tatto la durezza, la forma e le caratteristiche della superficie di un oggetto. Così, grazie a essa, se tocchiamo un’arancia siamo in grado di dire che è un oggetto rotondo, più duro di un’albicocca ma meno duro di una noce e che ha una superficie irregolare.
Due sensibilità, un’informazione. La sensibilità tattile protopatica non è in grado di dare queste informazioni, ma ci dice soltanto che stiamo toccando qualcosa. Il nostro cervello elabora poi i due tipi di informazioni rendendoli un’informazione unica e completa. Le fibre nervose che costituiscono la via epicritica sono sensibili anche al dolore e alla temperatura tra i 40°C e i 25°C. Inoltre, ci informano sulla posizione delle varie parti del corpo. Nella storia evolutiva dell’uomo la via protopatica si è sviluppata prima e quindi, pur rispondendo agli stessi stimoli, è meno specializzata e precisa.

La sensibilità epicritica quindi è fine e discriminata e comprende la sensibilità tattile (pressoria e vibratoria, attraverso meccanocettori) e la termica (per le temperature vicine alla temperatura corporea).
La sensibilità protopatica invece è grossolana e comprende la sensibilità tattile diffusa e la nocicettiva (termica e dolorifica).

  • proto-patica: prima del dolore, qualcosa che ti mette in allerta, ma non ti spiega bene di cosa si tratta;
  • epi-critica : che giudica, critica, sa capire meglio il tipo di dolore, qualcosa di più fine.

Il M° Masunaga descrisse ciò che lui chiamava il senso protopatico ed epicritico. Per Masunaga, epicritico indica quella particolare sensazione che ci deriva dal tocco ricevuto in una parte del nostro corpo. Protopatico, indica una sensazione di connessione. Egli usò il sistema nervoso centrale per spiegare il passaggio da epicritico a protopatico: la reazione dei nervi simpatici ci porta a quella sensazione specifica locale, e i nervi parasimpatici ci offrono consapevolezza dell’integrità unitaria del nostro intero corpo.

Da questa esperienza nasce il concetto di ‘due come uno’.

La sensibilità epicritica  permette la percezione distinta di due punti che distano tra loro 5 cm o più; quando invece si prova la sensazione di un tutt’uno e reciproca dipendenza, si può parlare di sensibilità protopatica. In relazione al sistema nervoso autonomo, quando domina il sistema ortosimpatico, la sensibilità epicritica si accende, mentre quando domina il parasimpatico si attiva la sensibilità protopatica. Se viviamo in armonia con l’ambiente, il sistema parasimpatico assumerà maggior rilievo e, di conseguenza, la sensibilità protopatica si riattiva.

Di giorno il sistema simpatico viene stimolato. Di notte il sistema parasimpatico predomina.

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