bambini-prematuri“La ricerca di un sorriso nascosto”

da un articolo di Andreana Spinola

Questo studio è stato realizzato con 30 bambini prematuri presso l’ospedale Nuovo Regina Margherita di Roma dove ho lavorato per otto anni.
Nel 1990 introdussi lo Shiatsu come “terapia” nel reparto di patologia neonatale e, nei due anni successivi, dal 1991 al 1993, raccolsi la documentazione dei trattamenti svolti.
Questo lavoro mi ha dato modo di verificare come lo Shiatsu sia un efficace strumento per importanti cambiamenti energetici e di come sia capace di agire sulla parte sana, sul meccanismo di auto-guarigione, sul KI antipatogeno ovvero sulla Vis Maedicatrix Naturae.
Lavorando con i prematuri ho trovato conferma a quelli che sono i principi fondamentali dello Zen Shiatsu
– STARE E NON FARE che significa stare in silenzio e ascoltare dando così al bambino la possibilità di attivare la sua forza vitale.
– LAVORARE SUL KYO che significa lavorare sulla causa – spesso nascosta – e non sul sintomo – invece manifesto.
– LAVORARE CON DUE MANI che significa dare continuità al sostegno di cui il bambino ha bisogno per poter affrontare degli importanti cambiamenti energetici.

Qui di seguito troverete una descrizione di:
– cos’è un bambino prematuro;
– quali sono stati i criteri di scelta del gruppo di bambini;
– quali sono gli elementi diagnostici o meglio di valutazione energetica;
– in che consiste lo Shiatsu neonatale;
– quali sono le reazioni dei bambini che valuto importanti;
– quali gli obiettivi e perché insegnarlo alle mamme.
Descriverò poi per esteso il lavoro fatto con una bambina perché mi sembra particolarmente significativo.
Il linguaggio che uso è, volutamente, “misto” e fa riferimento a due diversi sistemi di pensiero: a quello medico-occidentale e a quello energetico-orientale, perché si può descrivere lo stesso bambino prematuro usando diverse terminologie che corrispondono a differenti categorie di riferimento.
Quello che ho trovato interessante nel lavoro svolto in ospedale è stato per esempio il come poter tradurre in termini di fisiologia energetica la descrizione medica dello stato del bambino.
CHE COS’È UN b PREMATURO
Un neonato si definisce PREMATURO se nato prima delle 38 settimane di età gestazionale G.A.(Gestational Age) e può essere AGA (Adeguate Gestational Age), SGA (Small Gestational Age), LGA (Large Gestational Age).
Essere prematuri significa essere nati prima del tempo, i motivi sono i più vari e rimangono per lo più misteriosi. Significa non aver portato a compimento nel luogo giusto-appropriato il processo di formazione e crescita e trovarsi quindi impreparati ad affrontare le nuove e diverse condizioni di vita. Ma significa anche essere stati capaci di avventurarsi in una situazione sicuramente difficile per tentare di sopravvivere. I bambini prematuri sono diversi dai bb nati a termine. Sono più
sensibili più stressati hanno bisogno di più tempo per adattarsi agli stimoli e sono invece continuamente sollecitati da ogni tipo di stimoli, i più diversi:
– Visivi: luce continua e per di più artificiale, spesso al neon.
– Uditivi: il rumore assordante provocato dall’apertura e chiusura degli oblò delle incubatrici (ne è stata misurata la nocività in termini di inquinamento acustico), il suono dei vari allarmi.
– Tattili: i prelievi, il gavage, il venire accuditi da 20 persone diverse . Il tutto aggravato dal fatto che non venendo abitualmente presi in braccio viene loro a mancare la più importante e primaria fonte di nutrimento quella che dà il piacere di vivere e che quindi può stimolare la spinta a vivere.

COME SONO STATI SCELTI I 30 bb DA TRATTARE
Erano bb con fattori rischio particolari, più o meno gravi, alcuni ne avevano più di uno :
11 avevano la RDS (Respiratory Distress Syndrom)
6 hanno sofferto di asfissie perinatali
21 avevano i valori di Apgar* molto bassi oppure una generica, non meglio definita, sofferenza alla nascita, oppure un peso molto basso.
* Con il metodo Apgar si dà, in un modo molto semplice, un valore che rappresenta la vitalità del b e si misura al 1° e al 5° minuto di vita. Si calcola sommando il punteggio (2,1 o 0) dato a 5 parametri che sono: la frequenza cardiaca, la respirazione, il tono muscolare, la vitalità dei riflessi e il colorito valutati nel 1° minuto di vita e poi di nuovo al 5° minuto di vita . Quando il punteggio è molto basso si calcola anche al 10° minuto di vita, il massimo punteggio è 10 il minimo è 0. È un parametro che misura la vitalità del b appena nato e ha 5 fattori che si possono facilmente mettere in relazione con i 5 organi-Zang messi in questo ordine: cuore (per la frequenza cardiaca), polmone (per la respirazione), milza (per il tono muscolare), reni (per la vitalità dei riflessi) e fegato (per il colorito).
17 erano sotto i 1500 grammi oppure avevano un’età gestazionale molto bassa.
10 erano al di sotto delle 30 settimane di GA per cui era previsto un prolungato tempo in incubatrice.
Sono stati trattati da un minimo di 11 giorni ad un massimo di 4 mesi.
Erano tutti bambini che avevano bisogno di aiuto per qualche funzione vitale.
Più frequentemente avevano:
-difficoltà respiratorie:
avevano bisogno della cappa d’ossigeno, delle naso-cannule o del tubo endo-tracheale. Erano generalmente bb iperreattivi che non amavano essere toccati, mal sopportavano qualunque interferenza, piangevano molto.
Questi erano i bambini più difficili.
-difficoltà di alimentazione:
non avevano ancora il “riflesso di suzione” che è un complesso meccanismo automatico che permette al neonato di nutrirsi attivamente, cercare il capezzolo, attaccarsi, succhiare e ingoiare senza strozzarsi, riuscendo cioè a coordinare la deglutizione con la respirazione. Venivano perciò nutriti passivamente con il gavage.
-difficoltà di digestione:
spesso all’inizio del pasto non avevano ancora digerito tutto, o parte, di quello precedente. Soffrivano di ristagno gastrico.
-una bassa capacità di immunoprotezione:
tutti i bb prematuri soffrono di questo in quanto il feto sviluppa questa funzione durante l’ultimo mese di vita intrauterina
-problemi di anemia:
è molto frequente che un b prematuro venga sottoposto a trasfusione di sangue.
Ma forse nonostante tutto ciò sono stati saggi a nascere prima.
È stata una scelta di vita.
Ed è proprio questa capacità che con lo Shiatsu si può incoraggiare: la capacità di “tirarsi fuori” dalle situazioni difficili e di sorriderne.

QUALI GLI ELEMENTI DIAGNOSTICI
Il momento diagnostico o meglio di valutazione energetica ed il trattamento sono 2 momenti spesso contemporanei.
LA DIAGNOSI è: vibrazionale, visiva (bo-shin) e di contatto (setsu-shin)
le differenze vibrazionali (del campo eterico) aiutano ad individuare zone o punti da trattare.
il bo-shin o osservazione del bambino permette di valutare la posizione che il b ha assunto e il trattamento inizia sui Kyo e sui meridiani che il b espone, per es. la posizione delle dita dei piedi, spesso, dà una buona indicazione su quale meridiano è più Kyo.
– in posizione prona si può valutare la trasmissione del respiro lungo la colonna: ci può essere un punto Kyo che non trasmette e, se è un punto YU, può dare informazioni su quale meridiano trattare, oppure a volte basta trattare quel punto per avere un cambiamento energetico: il b si rilassa approfondisce la respirazione e sorride.
– il contatto o setsu-shin serve sempre, oltre che a trattare, anche a verificare quanto osservato.
Lo stato di all’erta, per esempio si diagnostica visivamente e si può valutare in modo più approfondito con il contatto della mano di sostegno sotto la nuca .
VALUTO IL SORRISO COME MANIFESTAZIONE DI BENESSERE DEL SUO CORPOMENTESPIRITO.

IN COSA CONSISTE LO SHIATSU NEONATALE
La sequenza seguita, i meridiani scelti e i punti da trattare dipendono direttamente dall’osservazione e dalla diagnosi.
Comunque, le tecniche e la sequenza si possono grosso modo, schematicamente e artificialmente suddividere in:
– presa di contatto
– mobilizzazione articolare (apertura dei cancelli)
– Shiatsu propriamente detto
La presa di contatto ha bisogno di tempo.
È un momento conoscitivo, rassicurante in quanto serve a farsi conoscere e a conoscere.
Consiste nel toccare il b in modo delicato ma sicuro.
Per stabilire un contatto e niente altro. In modo da dare tempo al bambino di conoscere una mano che lo tiene e gli sta vicino ascoltandolo, gli dà calore e niente altro.
Non fare niente non cercare niente, per il b è liberatorio. Se io STO lui si muoverà. Se io mi muovo, anche solo internamente, il b se ne accorge subito e si arrabbierà moltissimo.
È mia esperienza che la prima volta che si tocca un b in incubatrice sobbalza, si mette in all’erta e forse piange.
Ma già dal secondo giorno, quando si sente toccare nello stesso modo, rilassa le spalle e approfondisce la respirazione.
Il suo tempo di apprendimento e di riconoscimento è molto rapido:
– il b riconosce il contatto, abbandona lo stato di all’erta, si fà osservare e mostra i suoi bisogni.
Per questo motivo sono importanti la ripetizione della presa di contatto e la sistematizzazione dell’approccio: partenza dalla testa, ascolto, ricerca dello sguardo, sostegno sotto la nuca, trattamento dei meridiani etc.
– La mobilizzazione articolare consiste nel far ruotare quel tanto che il b permette le articolazioni dei polsi e delle caviglie tutelando lo spazio articolare e contemporaneamente trattando i punti Kyo con due dita dell’altra mano o con i polpastrelli della stessa mano che effettua la rotazione.
La mobilizzazione articolare spesso è il solo contatto possibile con un b molto impegnato, per esempio attaccato al respiratore, e può essere molto efficace per un cambiamento di modello energetico che il b manifesta con l’approfondimento della respirazione e con il sorriso.
Con i bb ipotonici si ha una buona risposta facendo una mobilizzazione articolare a tutta la colonna:
– si tiene il b sollevata dal piano, con una mano sotto la nuca e una sotto il bacino, e si imprimono alla sua colonna – al suo asse centrale – dei piccoli movimenti ondulatori e di torsione sui vari piani, immaginandolo immersa nell’acqua, muovendolo leggermente e dolcemente come se a muoverlo fosse l’acqua.
I bb si rilassano in modo attivo, si abbandonano e poi sorridono.
– Lo Shiatsu che si può praticare è molto leggero, molto preciso, rapido e di breve durata: sfiorando lungo i meridiani per cercare i Kyo alternando questa tecnica non sempre ben tollerata con quella a prese statiche con pressioni e\o a coppettamento.
Con i bb prematuri è tutto molto più rapido, vario e assoluto che con gli adulti. Non c’è nessuna mediazione mentale-corticale. È come se i loro bisogni fossero più assoluti, vitali. È tutto immediato sia il malessere che il benessere.
Questo vuol dire che, trovato il punto Kyo, si ha l’immediato e totale cambiamento:
Il b si immobilizza, lo sguardo si fà attento, l’espressione cambia e sotto le dita si sente che il punto si apre oppure si anima(l’effetto INTERRUTTORE)
Diagnosticato un Kyo del Meridiano di Vescicola Biliare molti punti lungo il meridiano funzionano da ”interruttore”
Lo Shiatsu che si pratica con i bb prematuri segue sempre gli stessi principi dello Zen Shiatsu: stare e non fare, osservare, ascoltare, prestare attenzione, rispettare, dare e prendersi tempo, usare due mani, spontaneità, continuità, oltre al principio del Kyo/Jitsu.
– Quali sono le reazioni dei bb
La reazione dei bb è varia, incostante e diversa non solo da b a b ma anche con lo stesso b da giorno a giorno.
Non va sempre bene. Non c’è niente di automatico o di meccanico: a quel punto corrisponde quella reazione.
È un lavoro di ricerca di contatto, che può anche non essere trovato. Si tratta di essere nel punto giusto al momento giusto: è un incontro.
Le reazioni che interessano sono quelle che mostrano un cambiamento energetico:

– l’approfondimento del respiro
– degli scatti che possono preludere ad un cambiamento di tono
– il sorriso che dimostra che in quel momento il b sta bene, che si è “incontrato” il punto giusto, il punto di cui il b aveva bisogno- una normalizzazione del tono che si manifesta con l’abbandono della posizione di partenza, con un rilassamento che non è ”abbattimento” perché spesso prelude all’apertura degli occhi e facilita la fissazione dello sguardo.
Siccome già dalla 2° max dalla 3° volta si avverte che il b riconosce è importante rispettare il ritmo del trattamento: allo stesso orario nelle 24 ore.

QUAL È L’OBIETTIVO
L’obiettivo è quello di permettere al b di crescere nelle migliori condizioni psicofisiche aiutandolo ad attivare le sue proprie capacità di autoguarigione in modo da poter uscire il prima possibile dal reparto di patologia neonatale e poter finalmente andare a casa.
L’obiettivo è anche quello di offrire un’esperienza di contatto e vicinanza contro quella di distacco e lontananza rappresentata dalle particolari condizioni della sua nascita.
Forse anche l’opportunità di rielaborare – senza parole – delle brutte esperienze che non hanno avuto parole. Una delle caratteristiche dei bb prematuri è quella di essere ipereccitabili, con lo Shiatsu gli offriamo la possibilità di sperimentare che è possibile non stare sempre in ansia, sempre sul “chi va là” e sulla difensiva. Perché non sempre c’è qualcosa che li minaccia.
Tenendolo gli offriamo un contatto, un sostegno, l’opportunità di rilassarsi e quindi di attivare il suo ki antipatogeno, la sua Vis Maedicatrix Naturae.
Non vogliamo niente
Non chiediamo niente
Non lo sollecitiamo
Non lo stressiamo in nessun modo.
Tenendolo, con la mano sotto la nuca per esempio, si stabilisce un contatto che non fa altro che permettergli, se può, di crescere e svilupparsi. Di schiudersi come un bocciolo al sole.

PERCHE’ INSEGNARLO ALLE MAMME E AI PAPA’ (MOLTO RARI)

Perché possano continuare a fare lo Shiatsu anche a casa e perché le mamme, imparando a toccare il proprio figlio, acquistano fiducia, si tranquillizzano e sperimentano che il loro figlio non è così facilmente frangibile.
“Avrei avuto paura a portarlo a casa senza averlo mai toccato” oppure “Come girarlo, come prenderlo? Ma, se lo metto a pancia sotto, soffoca?” sono alcuni dei commenti e delle domande che le mamme più frequentemente fanno.
È opportuno insegnarlo alle mamme anche perché possano nutrire la loro facoltà materna che è stata frustrata dal prolungato distacco dal b, l’oggetto dell’attaccamento.
Dopo il parto c’è la montata lattea: la mamma si prepara fisicamente a nutrire il suo bambino. Se il bambino non tira il latte, il latte va via.
Dopo il parto la mamma è pronta e disponibile anche emotivamente ed affettivamente ad accogliere e nutrire il suo bambino e se il bambino non c’è perché sta male e ha bisogno di cure ospedaliere forse nell’interno della mamma qualcosa si chiude. Una facoltà che era pronta a svilupparsi in qualche modo viene frustrata.
Lo Shiatsu, secondo me, può aiutare a riattivare questa capacità.

ANDREANA SPINOLA
operatrice shiatsu,terapista della riabiltazione
www.shiatsuigea.com

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Di Centro Tao Network

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2 pensiero su “Shiatsu neonatale”
  1. salve sono una puericultrice e seguo bimbi prematuri e non,sono anche operatrice shiatsu da 11 anni,potrei sapere quando si terrà il prx corso shiatsu neonatale e,se lo farete a milano,grazie buonagiornata marina

  2. Il corso di shiatsu neonatale è parte del percorso di shiatsu in gravidanza in programma a Roma dal 3 al 5 aprile 2012.
    Rimando alla pagina https://www.centro-tao.it/shiatsu-gravidanza/ per le informazion complete sugli argomenti del percorso nascita e alla pagina http://www.aiutosaromammaformazione.it/ per gli aggiornamenti delle date di Roma.
    Altri seminari esperienziali sulla gravidanza sono in programma a Torino, Ivrea, Padova, Pescara, Modena. Non sono in programmazione corsi a Milano, per il momento.

    Il puerperio e la gestione del neonato fino a 6 mesi sono un momento focale in cui ripristinare le energie della madre e affrontare i piccoli disturbi del neonato.
    Vedremo quali sono le tecniche shiatsu da utilizzare per i neonati in differenti stadi di sviluppo, come insegnare ai genitori ed effettuare il trattamento specifico per condizioni specifiche postnatali (bambini prematuri, respirazione, digestione), quali sono le tecniche shiatsu per favorire la lattazione saranno i focus di questo incontro.
    La parte teorica affronta l’allattamento dal punto di vista della fisiologia dei meridiani, gli effetti delle vaccinazioni e delle malattie infantili sui meridiani; lo sviluppo del neonato dal punto di vista dei meridiani.

    Gli obiettivi del corso sono: comprendere come effettuare il trattamento del neonato per accompagnarne le funzioni fisiologiche; riconoscere alcuni punti e le tecniche di pressione per favorire l’allattamento; sostenere lo sviluppo del neonato favorendo la sua naturale evoluzione; rafforzare il sistema immunitario del neonato e della puerpera; sostenere la puerpera nel recupero dell’energia vitale essenziale consumata nella gravidanza e nel parto; favorire lo scambio tattile tra genitori e e tra genitori e neonato; incrementare lo sviluppo neocorticale del neonato attraverso il contatto e la propriocezione.

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